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Giovedì, 12 Settembre 2019

GNL e la capacità residua degli stoccaggi europei

Dai primi mesi del 2019 si è vista un’ondata di arrivi via nave di GNL che ha portato alla creazione di ingenti surplus in Europa, spingendo i prezzi gas sotto i minimi storici e riempiendo i siti di stoccaggio. Questo è stato possibile grazie all’entrata a regime degli investimenti in capacità di liquefazione e rigassificazione operati negli anni passati da Paesi in precedenza esclusi dal commercio mondiale di gas naturale.

Anche l’Italia non è rimasta immune al GNL, le importazioni sono infatti passate da inizio anno dal 2% al 4%, con una riduzione di circa il 5% di importazione gas via gasdotto. Secondo l’Aie il prezzo del GNL potrebbe convergere col tempo a quello dei gasdotti. La forte discesa dei prezzi del gas in Asia ha reso più conveniente l’acquisto del GNL anche in Europa rispetto a quello proveniente dalle pipeline. Negli ultimi mesi si è registrato un raddoppio di impiego di GNL con un aumento del 110% dei consumi su base annua in Italia, Francia, Belgio, Olanda, Spagna, Portogallo e Polonia.

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Fonte: Reuters, Cura Gas & Power

Come si vede dal grafico le quantità di scorte gas immagazzinate nel 2019 si attestano su livelli molto sopra la media degli ultimi 5 anni. I siti di stoccaggio avevano raggiunto un buon livello di riempimento già nel mese di luglio, invece che a settembre. Situazione opposta si legge nella curva del 2018 in cui Burian portò i livelli di stoccaggio molto sotto la media e la fase di riempimento di concluse a ottobre.

La scarsa domanda e i bassi livelli di capacità residua aumentano il rischio di congestione stoccaggi e, come si è visto nelle scorse settimane, si traducono in un crollo dei prezzi spot del gas in delivery. Verso fine agosto le scorte gas in Europa ammontavano a 60,8 miliardi di metri cubi, pari al 92% della capacità. Oltre a trovarci in una situazione di riempimento anticipato degli stoccaggi, ci troviamo ben 14,6 miliardi di metri cubi al di sopra dei livelli di fine estate 2018, con una capacità residua di stoccaggio europea di circa 5,6 miliardi di metri cubi.

Sebbene l’Italia abbia superato il livello di capacità dello scorso anno, con uno spazio di 2,2 milioni di mc è lo stato Eu con maggiore capacità residua. Tuttavia i suoi impianti sono tra i meno flessibili in Europa. In Germania ad esempio rimangono 1,8 miliardi di metri cubi di capacità inutilizzata su 54 siti di stoccaggio, fatti da grotte di sale, quindi siti molto flessibili.

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Fonte Bloomberg

Viste le scarse quotazioni registrate tra agosto e settembre i produttori utilizzavano le navi stesse come stoccaggio, aumentando il tempo di permanenza in mare e scegliendo rotte più lunghe per arrivare ai siti di consegna. L’uso di depositi galleggianti è insolito a causa dei costi di mantenimento del gas nella sua forma liquida. Il GNL costa circa il 20% in più rispetto all’export di gas naturale via pipeline ma le richieste di vettori di trasporto gas sono in aumento. Questo accade perché per essere trasportato via mare, il gas naturale deve essere sottoposto a complesse fasi di lavorazioni, raffreddamento e condensazioni che permettono di ridurre i volumi del gas di circa 600 volte rispetto alle condizioni standard. Nonostantela ripresa dei prezzi gas, lo stoccaggio galleggiante rimane un’attività rischiosa perché la domanda di riscaldamento anticipata potrebbe essere debole, come è successo lo scorso inverno, e le tariffe di noleggio delle navi potrebbero raggiungere nuovi record.

Per accogliere i flussi di GNL cresce il numero di terminal GNL in costruzione. In Europa sono già attivi una dozzina di terminal rigassificatori tra Portogallo, Francia, Spagna, Olanda e Grecia. In Italia dove arrivano ogni anno circa 70 navi cargo sono in costruzione 3 nuovi siti in aggiunta ai tre terminal già attivi.

terminal GNL ITAIl GNL che arriva in Europa non è solo di matrice asiatica ma è anche frutto del piano di sviluppo energetico americano nella produzione di oil &gas, che prevende un incremento dell’export di gas GNL del 50% entro il 2030. Questo spiega perché anche gli US si sono schierati con Polonia e Ucraina contro Nord Stream 2. In seguito ai dazi inseriti dalla Cina sull’importazione di GNL americano, gli US hanno necessità di piazzare il proprio stock sul mercato europeo, abbassando ulteriormente i prezzi. Questa strategia di pricing potrebbe davvero avvantaggiare il gas americano rispetto a quello russo sul grande scacchiere dell’energia.

 

 

 

 

Fonte: Cura Gas & Power, Snam

 

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