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Giovedì, 31 Ottobre 2019

Il biometano: dalla g-mobility alle RGGO

Il biometano è un gas derivato dal biogas che ha subito un processo di raffinazione e purificazione. E’ una fonte di energia rinnovabile ottenuta da biomasse e scarti agroindustriali e dalla frazione organica dei rifiuti solido urbani (FORSU).

Il rifiuto organico attraversa due processi: la digestione anaerobica e il compostaggio. Il primo è una fase di purificazione dalla CO2 che dà vita al biometano con le stesse caratteristiche del metano di rete. Il secondo trasforma il materiale in uscita dal processo di upgrading in compost.

Oltre ad essere utilizzato nel comparto agricolo come compost e per i veicoli a motore come biocombustibile, il biometano può essere immesso nella rete di distribuzione nazionale, e trasportato e stoccato per la successiva produzione di energia anche in luoghi molto distanti dal sito produttivo.

Questa risorsa ha dato vita alla g-mobility che è oggi una parte importante della mobilità sostenibile grazie ai suoi livelli di emissione irrisori rispetto ai carburanti tradizionali. Secondo i dati di Snam la rete distributiva attuale è di circa 1.250 impianti, in costante aumento, con un parco circolante di oltre un milione di veicoli leggeri e circa 3.300 autobus a metano.

Oltre ad essere programmabile questa fonte energetica si inserisce in un quadro di economia circolare in quanto il rifiuto organico viene trasformato in risorsa, diventando fertilizzante naturale pronto per essere immesso nuovamente nel ciclo produttivo.

Il biometano oltre a rappresentare una leva competitiva per abbattere i costi delle imprese agricole è soprattutto una risorsa grazie alla quale potremmo ridurre la dipendenza energetica dall’estero.

Considerato che l’Italia importa 70 miliardi di metri cubi di gas naturale l’anno, con la produzione di biometano sarebbe potenzialmente possibile arrivare a coprire nel medio termine almeno il 10% del consumo nazionale di gas, attraverso la produzione di 7-8 miliardi di metri cubi all’anno di biometano agricolo.

In Italia il mercato del biometano è in via di sviluppo: non è ancora attiva una piattaforma per la negoziazione delle certificazioni di biometano, svolge un ruolo chiave il GSE che rilascia a tutti i produttori di biometano immesso nelle reti di distribuzione i Certificarti di Immissione in Consumo (CIC). Sui mercati internazionali invece esistono già le RGGO (Renewable Gas Guarantees of Origin) che possono essere paragonati alle Garanzie di Origine del power. Grazie alle RGGO è possibile certificare ogni metro cubo di metano consumato con provenienza di origine biometano, luogo di provenienza, periodo di riferimento e caratteristiche del rifiuto dal quale è stato prodotto. Il Gruppo Cura è attivo nella compravendita di RGGO, generati da impianti di produzione di biometano siti in Europa, ed è in grado di offrirle ai propri Clienti finali.

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