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Mercoledì, 10 Novembre 2021

Il ruolo chiave della supply chain in era pandemica

Nelle scorse settimane si è iniziato a parlare molto di inflazione, l’ultimo degli effetti negativi innescati dalle criticità nella supply chain in era pandemica. Abbiamo quindi deciso di ripercorrere in questo approfondimento i motivi che ne hanno esacerbato la crisi che stiamo vivendo.

Possiamo definire la supply chain come quel sentiero, quasi invisibile agli occhi dei più, che racchiude le attività di manifattura, trasporto e logistica per far sì che i beni possano essere lavorati e consegnati verso l’anello successivo della catena del valore, via via fino al consumatore finale.

All’inizio della pandemia gli stabilimenti produttivi cinesi hanno interrotto la produzione industriale a causa della diffusione del virus. Da allora, i problemi legati alla produzione e alla distribuzione delle materie sono rimasti, mentre sono mutate le loro cause. Nella primavera 2020, in risposta allo spettro della recessione che aleggiava sui mercati, l’industria manifatturiera ha iniziato a tagliare la produzione industriale sulle attese di una riduzione della capacità di acquisto dei consumatori finali.

Nei fatti però è successo il contrario. A seguito degli stimoli fiscali varati dagli Stati in risposta alla pandemia, la capacità di spesa è incrementata anziché diminuire. Molti beni però non erano disponibili, poiché l’industria manifatturiera non è riuscita ad anticipare lo scenario di ripresa economica. Ricevere quindi i beni necessari alla produzione e al consumo è divenuto particolarmente complesso, soprattutto in un’economia globale.

La combinazione di domanda sostenuta, scarsità di offerta e limitazioni nelle spedizioni internazionali ha ridotto sostanzialmente la disponibilità di container e congestionato l’attività portuale globale. I ritardi nelle spedizioni che ne hanno conseguito spiegano un ulteriore aspetto delle criticità sul fronte degli approvvigionamenti, che coinvolgono la maggior parte dei settori: da quello automobilistico all’elettronica in particolare. Gli incrementi dei prezzi dell’energia a livello globale hanno aggiunto pressione al rialzo sui prezzi.

Nei fatti, siamo passati da una situazione di indisponibilità dei prodotti a causa dei lockdown ad inizio della pandemia, ad un’altra, successiva, di estrema difficoltà nella movimentazione delle merci. Questo ha portato ad un incremento, sostanziale e ulteriore, dei costi di spedizione e quindi dei beni scambiati. Di conseguenza, quando le imprese si trovano a dover sostenere maggiori costi, queste hanno due opzioni, non mutuamente escludibili: assorbire il maggiore costo oppure trasferirlo lungo lacatena del valore, fino al consumatore finale.

E qui arriviamo all’inflazione. Nell’Eurozona i prezzi sono aumentati del 3% year-over-year a settembre e negli Stati Uniti del 5.4%. L’inflazione, esclusi i prezzi di energia e alimenti (c.d. core inflation), è cresciuta rispettivamente dell’1.6% e del 4% in Europa e negli Stati Uniti. Le banche centrali hanno iniziato a riconoscere la spinta inflattiva e, nel caso della Fed, a rispondere con manovre per contenerel’inflazione (c.d. tapering).

Quando torneremo alla normalità? Nessuno lo sa, ma è molto probabile che le criticità lungo la supply chain perdureranno per tutto il 2022. Ci sono alcuni elementi che vale la pena monitorare per darci indicazioni in merito.

Il livello di congestione dell’attività portuale internazionale: i cargo shipping costs sono in ribasso, ridotti di un terzo rispetto ai massimi raggiunti in ottobre. Il livello delle scorte: i tempi di consegnadelle merci sono in deterioramento e le stime sono di un ulteriore peggioramento entro la fine del 2021; alcuni analisti ritengono che la situazione andrà migliorando a decorrere dal primo trimestre 2022. Chip Shortages: le indisponibilità di microchips impatterà negativamente su svariate produzioni, dalle auto (quest’anno sono stati tagliati 5 milioni di veicoli) al cloud computing. Legno, Carta e Metalli: il rallentamento della Cina, in particolare del suo mercato immobiliare, sta frenando la corsa di diverse commodities. Covid: la campagna vaccinale internazionale sta avendo successo, riducendo la probabilitàdi nuovi lockdown in futuro.

Il prossimo banco di prova sarà il periodo natalizio, da monitorare rispetto ai fattori sopra elencati per comprendere come risponderà la supply chain ulteriormente sotto stress.

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