Mercoledì, 13 Marzo 2019

Inversione di tendenza del prezzo dello stoccaggio gas

Nel 2019 assistiamo ad una situazione stoccaggi completamente opposta rispetto a quella dello scorso anno.

Rispetto alla giacenza ideale, nel 2018 Burian aveva prosciugato gli stoccaggi portandone il livello al di sotto del target. Quest’anno invece il livello di storage è ben al di sopra della giacenza ideale. I prezzi più bassi rispetto allo scorso anno e i buoni livelli di stoccaggio potrebbero essere interpretati come un elemento ribassista ma nella dinamica dei prezzi gas non è così.

grafico stoccaggio gas 032019

Facciamo chiarezza

Lo spread winter – summer è la differenza tra il prezzo forward winter a schermo e quello forward summer. Il Prezzo della summer è funzione del grado di riempimento degli stoccaggi.

Lo spread 2019 è vicino a 3 €/MWh rispetto agli 0,3 €/MWh del 2018, ovvero 10 volte più alto.

Tendenzialmente i costi di stoccaggio che gli operatori sono disposti a pagare su avvicinano allo spread.

La discesa dei prezzi summer è spiegabile con l’andamento climatico di un inverno particolarmente mite, con conseguente caduta dei consumi per il riscaldamento, particolarmente rilevanti nel civile e nel terziario. Al contempo siamo in presenza di una domanda industriale stagnante che sconta un ciclo economico non ancora negativo ma comunque in ripiegamento.

 

Come si vede dal grafico i forward winter e summer 2018 (la curva arancio e quella blu scuro) sono molto vicini, a differenza dei forward winter e summer 2019 (curva azzurra e viola) che invece si allontanano aprendosi gradualmente e facendo quindi salire lo spread 2019 (curva rossa) a 3 €/MWh rispetto a quello 2018 (curva blu chiaro).

spread gas summer winter 2019

Che impatto ha il maggior costo di stoccaggio?

Oltre agli effetti di asimmetria concorrenziale tra operatori gas, si ha un impatto diretto sui prezzi winter. Infatti se gli operatori sostengono un maggior costo per stoccare il gas lo sconteranno sui prezzi di fornitura. Quindi un costo più alto lato stoccaggi è interpretato come un elemento rialzista.

In conclusione alcuni potrebbero chiedersi perché i prezzi invernali lo scorso anno erano molto alti nonostante i bassi costi di stoccaggio e del time spread. In quel caso ad incidere sulle quotazioni non sono stati i costi di stoccaggio ma i vertiginosi prezzi di acquisto della materia prima a fronte di un mercato che non era in grado di soddisfare tutta la domanda.

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Comunicazioni, Approfondimenti, Marzo 2019