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Giovedì, 25 Marzo 2021

L'emission CO2 vola verso i massimi storici

L’Emission vola nuovamente verso i massimi guadagnando circa il 10% su base settimanale, ormai prossimo ai 43 €/T. Dal 9 marzo i prezzi Eua Dec21 hanno rotto la resistenza a 40,5 €/T iniziando una ripida ascesa e registrando massimi e minimi crescenti. Attualmente è difficile fissare una resistenza mentre un primo supporto potrebbe essere rappresentato dalla media mobile a 20 giorni, a 39,7 €/T. Il trend rialzista è sempre più chiaro, confermato dai crescenti scambi al di fuori la banda di Bollinger superiore (che segna il trading range con una probabilità vicina al 98% di contenerlo) e dalle quotazioni sui 42 €/T della week 11 che mostrano un mercato che punta ai 45 €/T.

 

I driver a supporto del rialzo

Il primo motivo a giustificazione dell’incremento è senza dubbio l’ "effetto compliance" che nella prima parte del mese ha agito a pieno regime. Tale dato è confermato dai volumi, che soprattutto nella prima parte del mese sono rimasti sopra la media mensile, registrando picchi di liquidità sia nella week 10 che nella week 11.

Anche il secondo motivo è legato alla politica Ue, infatti il Parlamento europeo ha rigettato la proposta di eliminazione graduale dei crediti gratuiti, preferendo la graduale sostituzione con la carbon border tax, ovvero, la tassa sul carbonio alla frontiera. Lo scorso agosto la Commissione europea aveva avviato una consultazione pubblica delineando le possibili strade per costruire un carbon border adjust-ment mechanism (CBAM). Inoltre sia la Commissione che il Parlamento europeo hanno confermano l’orientamento sui settori da coprire, quindi rientreranno il termoelettrico, le raffinerie, il metallurgico e il petrolchimico. Questo aumenta l’importanza dell’emission sia nel mondo utility che finanziario e ne prezza il valore futuro.

 

CO2 tax

 

Il terzo motivo è la speculazione. L’aumento del target emission Eu e la riduzione del numero di quote sul mercato sta attirando una platea finanziaria sempre più ampia. I big del trading di materie prime, hedge funds e grandi banche come Goldman, JP Morgan, Macquarie, Citigroup, Société Générale e Bnp Pariba stanno effettuando importanti operazioni sul mercato europeo del carbonio, consapevoli che con una liquidità decrescente è più facile controllare il mercato.

Probabilmente l’Istituto più attivo sulle piattaforme Eex e Ice è Goldman Sachs, che ha creato ideato un nuovo indice di materie prime: il “Carbon-Neutral Commodity Index”, che contiene permessi per la CO2. Anche alcune grandi utility partecipano al mercato con obiettivi diversi dalla compliance normativa. D’altronde sarebbe ingiustificato l’aumento dei volumi di scambio registrato nel 2020 (+20%) a fronte della contrazione economica legata all’epidemia.

 

Aggiornamenti normativi

Prosegue il percorso del carbon border adjustment, la Commissione europea ha aggiornato i parametri di riferimento per l’assegnazione gratuita dei permessi Ets nel periodo 202-2025, con l’obiettivo di ottimizzare le procedure di assegnazione gratuita delle quote Ets. In particolare sono stati fissati nuovi valori dei benchmark, ovvero di numero di quote per tonnellata di emissione per i combustibili, in cui il rapporto quote/TJ scendere da 56,1 a 42,6.

In UK dal 6 aprile i partecipanti del nuovo sistema emission trading potranno fare domanda per aprire un conto di registro nell’Ets britannico. Dal 4 maggio partiranno le identificazioni dei soggetti iscritti e le iscrizioni al portale delle aste UK. Il 19 maggio è prevista la partenza delle vendite.

Fuori Europa segnaliamo l’entrata in vigore del pacchetto di misure per avviare il sistema emission trading cinese. L’obiettivo di Pechino è ridurre le emissioni entro il 2030 e raggiungere la neutralità climatica entro il 2060. Al sistema parteciperanno 2.225 impianti di generazione elettrica che avranno un tetto di emissioni, il cui superamento sarà compensato dall’acquisto di titoli Ets. Nella seconda fase saranno inclusi gli impianti industriali con emissioni superiori alle 24.000 T CO2 annue. Attualmente esistono 7 diverse piattaforme regionali partite nel 2011 come progetti pilota, che confluiranno nella piattaforma unica Ets che scambierà a partire da giugno 2021.

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