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Mercoledì, 26 Agosto 2020

Le Comunità Energetiche diventano realtà

Le tanto discusse “comunità energetiche” non sono più solo un’idea ma una realtà. I consumatori di energia elettrica potranno associarsi e diventare prosumer. Arera con la delibera 318/2020/R/eel completa la regolazione delle partite economiche e l’ultimo tassello mancante rimane il decreto del Mise sugli incentivi di produzione. 

La direttiva 2018/2001 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili definisce:

  • autoconsumatore di energia rinnovabile come un cliente finale che, operando in propri siti situati entro confini definiti o, se consentito da uno Stato membro, in altri siti, produce energia elettrica rinnovabile per il proprio consumo e che può immagazzinare o vendere energia elettrica rinnovabile autoprodotta purché, per un autoconsumatore di energia rinnovabile diverso dai nuclei familiari, tali attività non costituiscano l’attività commerciale o professionale principale;
  • autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente come un gruppo di almeno due autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente e si trovano nello stesso edificio o condominio;
  • comunità di energia rinnovabile: un soggetto giuridico (come un’associazione, un ente del terzo settore, una cooperativa, un consorzio…) autonomo controllato da azionisti o membri che sono situati nelle vicinanze degli impianti di produzione della comunità. Gli azionisti o membri sono persone fisiche, piccole e medie imprese (PMI), enti territoriali o autorità locali, comprese le amministrazioni comunali. L’obiettivo principale deve essere fornire benefici ambientali, economici o sociali a livello di comunità ai propri azionisti o membri o alle aree locali in cui opera, piuttosto che profitti finanziari.

I partecipanti a comunità energetiche e aggregazioni di autoconsumatori dovranno rispettare alcune condizioni:

  • l’energia destinata al proprio consumo dovrà essere prodotta con impianti di produzione entrati in esercizio a seguito di nuova realizzazione dall’1 marzo 2020 ed entro i sessanta giorni solari successivi alla data di entrata in vigore del provvedimento di recepimento della direttiva 2018/2001, con potenza non superiore a 200 kW, ubicati nell’area afferente al medesimo edificio o condominio per gli autoconsumatori collettivi e connessi su reti elettriche di bassa tensione sottese alla medesima cabina secondaria per le comunità energetiche.
  • l’energia prodotta dovrà essere condivisa utilizzando la rete di distribuzione esistente, eventualmente anche con l’utilizzo di sistemi di accumulo, e sarà pari, in ogni ora, al minimo tra l’energia elettrica effettivamente immessa in rete e la somma dell’energia elettrica prelevata dall’insieme dei punti di prelievo che rilevano ai fini di un gruppo di autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente o di una comunità di energia rinnovabile, al netto della sola energia elettrica prelevata per la quale non sono applicate le componenti tariffarie di trasmissione e di distribuzione ai sensi dell’articolo 16 del TIT ovvero della deliberazione 574/2014/R/eel.
  • gli autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente dovranno trovarsi nello stesso edificio o condominio e dovranno dare mandato ad un unico referente per la costituzione e gestione della configurazione.

Gli impianti di produzione di energia elettrica potranno essere alimentati da fonti rinnovabili quali energia eolica, solare, aerotermica, geotermica, idrotermica e oceanica, idraulica, delle biomasse, dei gas di discarica, dei gas residuati dai processi di depurazione e del biogas.

La comunità di energia rinnovabile dovrà avere la proprietà o la piena disponibilità dell’impianto di produzione, sulla base di un titolo giuridico anche diverso dalla proprietà a condizione che la mera detenzione o disponibilità dell’impianto sulla base di un titolo diverso dalla proprietà non sia di ostacolo al raggiungimento degli obiettivi della comunità. La gestione dei benefici associati all’autoconsumo e degli incentivi espliciti verrà separata.

Il contributo per la valorizzazione in € del servizio di energia condivisa (Cac) e l’incentivo che verrà definito dal Mise saranno erogati dal GSE per il tramite dei referenti dei gruppi di autoconsumatori e delle comunità energetiche.

Gruppocura ha studiato con estrema attenzione l’evoluzione di questi temi attraverso collaborazioni con gruppi di ricerca di comprovata esperienza nel settore energetico e partecipando a tavoli di confronto istituzionali con l’obiettivo di lanciare presto dei progetti pilota.

L’esperienza concreta maturata con i progetti pilota consentirà al Gruppo di replicare il modello sul mercato, offrendo così l’opportunità di partecipare a questa grande innovazione a clienti e partner del proprio ecosistema.

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Comunicazioni, Approfondimenti, Agosto 2020