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Mercoledì, 25 Agosto 2021

Mercato gas: prezzi ai massimi storici

Il 18 agosto il CAL 2022 PSV ITA è arrivato a quota 35,09 €/MWh. Non si sono mai registrati valori analoghi.

La stessa evidenza emerge dalla view mensile sia lato PSV che TTF.

media mese psv da

media mese ttf da

Il TTF a settembre arriva a 48 €/MWh, il winter21 TTF segna i 47 €/MWh.

Ma quali sono le cause di questi aumenti?

    1. Riduzione dell’offerta russa

      Segnali d’allarme arrivano da due fronti. Da una parte sono ulteriormente diminuite le forniture di gas in Germania tramite il collegamento Yamal-Europa e dall’altra la Russia rifiuta di rilasciare extra capacity per settembre. Nello specifico le consegne a Mallnow, in Germania, attraverso l'oleodotto Yamal-Europe sono diminuiti di oltre il 20% già dal 13 agosto a causa di incedi in Siberia ad uno degli impianti. Si starebbe comunque lavorando per ripristinare le forniture. Dal 16 agosto è’ diminuito anche il gas in transito da Bielorussia e Polonia con scarse spiegazioni da parte dell’operatore controllato da Gazprom.

      Per motivi politici o speculativi è comunque evidente la scelta della compagnia di trattenere il gas.  Infatti il divario dovuto agli incendi siberiani poteva essere colmato con maggiori flussi attraverso l'Ucraina, invece all’asta di metà agosto l'esportatore russo ha prenotato solo il 4% circa di capacità costante per settembre al punto Sudzha sul confine russo-ucraino. Non è stata prenotata capacità per far fluire gas extra in Slovacchia.

    1. GNL verso l’Asia

      In Europa mancano ben 21 milioni di tonnellate di GNL rispetto allo scorso anno. Le esportazioni globali di GNL sono attualmente pari a circa 30 milioni di tonnellate al mese, quindi per sopperire al deficit della domanda Ue sarebbe necessaria 2/3 dell’esportazione mensile globale. Ma questo non è possibile in quanto sarebbero necessarie infrastrutture più imponenti e numerose per evitare congestioni sui terminali di importazione. Inoltre i bassi livelli degli stoccaggi hanno contribuito all’aumento dei prezzi soprattutto sui mercati asiatici, sui quali vengono dirottati la maggior parte dei carichi GNL.

      Ad esclusione dello spike di inizio anno (81 €/MWh record assoluto) registrato per un’esigenza specifica di consegna, i prezzi sul JKR (Japan Korean Marker), sono ai massimi livelli.

      gnl spot asia

      Negli ultimi mesi si è registrata un’enorme carenza di rinnovabili in Brasile e Argentina, soprattutto sul comparto idroelettrico. Si è quindi innescata un’impennata della domanda, con conseguente ulteriore riduzione di GNL verso l’Europa. La carenza d’acqua si protrae ormai da più di 2 anni soprattutto in Brasile ed è in gran parte determinata dalla modalità di circolazione del pacifico equatoriale “La Nina” e dal disboscamento.

      È in corso la siccità peggiore degli ultimi 90 anni, che è ben visibile sulle aree più scure dell’immagine NASA Earth Observatory. E’molto probabile (70%) che la situazione di La Nina perduri per tutto l’inverno 21-22 e che la condizione di siccità sia destinata a perdurare.

      nasa siccità in sudamerica  us export

    1. Bassi livelli degli stoccaggi Eu

      Lo stoccaggio europeo contiene circa 29 miliardi di metri cubi di gas in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Già nel Q1 si registrava il 35% di gas in meno rispetto all’anno precedente. Rispetto ai livelli europei e grazie ai vincoli regolatori vigenti, l’Italia presenta il miglior livello di stoccaggio.

      european gas storage

    1. Record dei prezzi della CO2 e del carbone

      A metà mese la CO2 è volata a 58 €/T per poi scendere sotto i 55 €/T su livelli comunque altissimi. Questo comporta uno switch degli impianti a ciclo combinato favorevole alla commodity meno inquinante, aumentandone la domanda. Tuttavia i livelli dei prezzi gas sono talmente alti da aver favorito l’utilizzo del carbone che nonostante le attuali quotazioni è più economico.

      Così si spiegano i massimi sul mercato coal, che aveva già registrato un’impennata di domanda con la ripartenza dell’economia asiatica e post blocco delle importazioni cinesi al coal australiano.

      european coal

  1. Diminuzione forniture norvegesi

    Oltre alla mancanza del gas russo sono diminuiti i flussi dalla Norvegia e il loro contributo all’Europa continua a rimanere limitato. Questo in parte è dovuto ad una strategia di trattenimento dell’offerta, sulla scia dei russi, in parte a manutenzioni ordinarie programmate. Su Troll, uno dei maggiori impianti norvegesi, ad agosto i flussi gas sono diminuiti di 17 milioni di metri cubi al giorno, dal 23 agosto al 29 agosto la situazione migliorerà leggermente con una riduzione programmata di 10 milioni di metri cubi al giorno.

    Il 19 agosto Gazprom ha annunciato possibili nuove forniture attraverso Nord Stream 2 per un potenziale totale di 5,6 miliardi di metri cubi. Nonostante questa notizia abbia dato un po' di respiro ai prezzi gas si tratta solo del 4-5% della capacità di stoccaggio totale di gas europeo.

    In conclusione i fattori bullish sono numerosi e concomitanti, si autoalimentano e nono sono limitati ad una singola area economica.

    La persistente debolezza dell'offerta rende più rigidi i fondamentali del gas europeo che non riescono a trovare sollievo dal contributo del GNL. In questo scenario un eventuale inverno freddo potrebbe mettere a  dura prova gli approvvigionamenti europei. Vista la fase di estrema incertezza sarebbe consigliabile ragionare sulla mitigazione del rischio soprattutto in caso di elevata esposizione, bloccando almeno una parte delle forniture sia power che gas. Le aziende con un profilo energetico 100% indicizzato allo spot potrebbero fissare una piccola parte delle forniture power e gas in presenza di ritracciamento del mercato.

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