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Mercoledì, 03 Luglio 2019

Petrolio: nasce l’Opec Plus

L’OPEC e la Russia si uniscono ufficialmente in un organismo permanente l’OPEC Plus.

A Vienna tutti i 24 Paesi Opec hanno aderito alla Carta di Cooperazione, documento che istituzionalizza l’inclusione della Russia nella coalizione sul petrolio.

Tale documento non prevedere scadenze di scioglimento, né la possibilità di apportare modifiche al testo.

Alcuni membri Opec hanno fatto ostruzionismo di fronte al rinforzarsi dell’asse Mosca-Riad, uno fra tutti l’Iran. I timori maggiori sono quelli che questi due colossi petroliferi possano marginalizzare la posizione dell’Opec. Un elemento importante è che il processo decisionale dell’Opec è rimasto invariato, quindi per le politiche produttive sarà ancora necessario il consenso unanime dei membri.

Alcuni membri Opec hanno fatto ostruzionismo di fronte al rinforzarsi dell’asse Mosca-Riad, uno fra tutti l’Iran. I timori maggiori sono quelli che questi due colossi petroliferi possano marginalizzare la posizione dell’Opec. Un elemento importante è che il processo decisionale dell’Opec è rimasto invariato, quindi per le politiche produttive sarà ancora necessario il consenso unanime dei membri.

Durante l’incontro è stata confermata La decisione di limitare l’output produttivo fino fino al 31 marzo 2020, ma non sono state definite le quantità (alla fine 2018 fu deciso di ridurre la produzione di 1,2 milioni di barili al giorno). Il gruppo ha inoltre deciso di modificare i parametri di valutazione della quantità di surplus di petrolio. L’eccedenza non dovrà più tornare in linea con i livelli degli ultimi 5 anni, bensì con quelli degli ultimi 10 anni, poiché nel periodo 2010-2014 il livello delle scorte fu sistematicamente più basso. Potrebbe essere dunque necessario smaltire ben 240 milioni di barili, estendendo i tagli anche post marzo 2020. Saranno tuttavia esenti dal taglio l’Iran, il Venezuela e la Libia.

Il mercato rimasto attendista, probabilmente stava già scontando la notizia che di fatto non si è tradotta in un aumento dei prezzi.

L’alleanza con la Russia sarà in grado di mettere in campo nuove strategie per attaccare lo shale oil americano, o l’Opec dovrà rassegnarsi a posizioni sempre più difensive?

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Comunicazioni, Approfondimenti, Luglio 2019