News e comunicazioni

Mercoledì, 19 Giugno 2019

Prezzi coal ai minimi storici, analizziamo le variabili sottostanti

Nell’ultimo mese le quotazioni coal hanno raggiunto i minimi degli ultimi dodici anni. Con alti e bassi questo mercato ha sempre continuato a crescere negli anni; tuttavia, a causa del coal phase out deiPeasi avanzati e della riduzione dei consumi dei Paesi emergenti, sembra iniziata una fase di rottura.EU Coal phase out. Gli obiettivi di Parigi per la riduzione dei gas serra hanno già messo in moto unamacchina che, seppure in modo difforme, si muove in tutta Europa. Si viaggia infatti su due binari differenti,con alcuni stati che attivamente si stanno adoperando per phase out e altri più attendisti. Nelcomplesso secondo il Carbon Brief 2018 stilato dall’EIA il consumo di carbone è diminuito più dell’1%rispetto al 2017, tendenza in aumento nel 2018.

coal 1  coal 2

Riduzione utilizzo carbone nei Paesi emergenti. Il cambio di rotta è visibile anche fuori dall’area Ocse, la Cina che da sola consuma la metà del carbone mondiale ha diminuito lo scorso anno di quasi il 2% l’utilizzo di questo combustibile (rispetto ad una media del +3,7% annui nei 10 anni precedenti). La frenata di utilizzo di carbone nelle economie emergenti è dovuta in parte al minor tasso di crescita economica, in parte ad altri fattori tra cui maggiore attenzione a politiche a sostegno dell’ambiente e alla diffusione di tecnologie per l’efficienza energetica. Infatti il tasso di intensità energetica (il rapporto tra consumi energetici e PIL) ha raggiunto i minimi storici nel corso del 2018, quindi c’è molta più efficienza nei consumi.

La spinta delle fonti rinnovabili. Si evidenzia inoltre che la Cina è diventata il primo Paese al mondo per l’utilizzo di fonti rinnovabili che, nel complesso, sono aumentate del 12%. Secondo un rapporto della Federal Energy Regulatory Commission (FERC), per la prima volta negli Stati Uniti la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili supera il carbone. La combinazione di solare, eolico e idroelettrico nei primi quattro mesi del 2019 ha raggiunto il 21.56% mentre il carbone scende al 21.55%, ancora meno del 23.04% del 2018. E’ il minimo storico in 40 anni, nonostante le politiche Trumpiane a sostegno della coal industry. A sostegno della spinta al rinnovabile ci sono i minori costi legati alla diffusione delle tecnologie e all’utilizzo di energia green.

Ampia disponibilità di gas economico. Anche la presenza di questo combustibile, che rimane uno tra i più puliti al mondo, potrebbe incentivare il minor utilizzo di carbone. Tuttavia questa spinta potrebbe essere legata solo a questo periodo storico perciò tale variabile potrebbe mutare velocemente.

Questo articolo si trova nelle categorie:

Comunicazioni, Approfondimenti, Luglio 2019