Giovedì, 14 Gennaio 2021

Progetto Uvam: A che punto siamo?

Con la deliberazione 300/2017/R/eel del 17 maggio 2017 l’Autorità ha previsto una prima apertura del mercato per i Servizi di Dispacciamento (MSD), tramite progetti pilota di Unità Virtuali Abilitate (UVA). Gli obiettivi della sperimentazione sono tuttora quelli di rendere disponibili nuove risorse di dispacciamento e acquisire elementi utili per una successiva riforma organica di quest’ultimo. L’Autorità ha introdotto, da allora, diverse modifiche alle modalità di partecipazione fino ad arrivare alla configurazione più recente: le Unità Virtuali Abilitate Miste. A queste possono partecipare congiuntamente o singolarmente, su base volontaria: unità di consumo (clienti finali), unità di produzione (impianti di generazione) e sistemi di accumulo. 

Il 16 novembre 2020 Terna ha pubblicato, senza preavviso, un Documento di Consultazione recante significative ed impattanti modifiche al Regolamento allora in vigore, che avrebbero dovuto essere applicate con decorrenza 1° Gennaio 2021.

Tali modifiche riguardavano prevalentemente i seguenti ambiti:

  • Tipologie di Prodotti: si propone di differenziare tra prodotti annuali, infrannuali e mensili, ognuno con fabbisogni dedicati. È un’opportunità interessante per i clienti caratterizzati da un profilo di consumo/immissione stagionale, essendo in grado di incrementarne il grado di flessibilità nella partecipazione alla fornitura del servizio;
  • Fascia oraria: si propone di far slittare di un’ora la fascia oraria di disponibilità all’erogazione del servizio, passando dall’attuale 14:00 – 20:00 alla nuova fascia 15:00 - 21:00. Verrebbe richiesta una disponibilità di 4 ore consecutive per l’assegnazione del Corrispettivo Fisso complessivo, con la possibilità di riduzione a 3 ore e conseguente riduzione lineare del Corrispettivo Fisso giornaliero;
  • Remunerazione: la base d’asta di assegnazione del Corrispettivo Fisso resterebbe invariata (30.000 €/MW/anno) mentre lo strike price passerebbe da 400 a 200 €/MWh: la variazione è definita entro un numero predeterminato di chiamate e differente a seconda del prodotto, per poi tornare a 400 €/MWh per le successive;
  • Test di Affidabilità: si propone di effettuare test di affidabilità in corso d’anno attraverso l’invio di un ordine di dispacciamento senza preavviso, della durata minima di un’ora e massima di 2. I test sarebbero simili nelle modalità e nei requisiti di superamento a quelli previsti in sede di prova tecnica di abilitazione. In caso di fallimento di 3 test nel corso dell’anno, l’UVAM verrebbe disabilitata da MSD e il contratto a termine verrebbe risolto. I test non sarebbero remunerati;
  • Verifica di fattibilità delle offerte: viene proposta la verifica che il quantitativo per il quale ci si è impegnati a modulare i prelievi/immissioni risulti effettivamente disponibile per la modulazione. Come attualmente previsto, non verrà riconosciuto il Corrispettivo Fisso nel caso in cui l’UVAM si rendesse disponibile a modulare per un numero di giorni inferiore al 70% dei giorni in un mese;
  • Cessione parziale dell’impegno contrattuale: il titolare dell’UVAM potrebbe richiedere la riduzione del quantitativo assegnato per una quota al più pari al 25% della capacità contrattualizzata.

La rilevanza e la portata delle modifiche proposte, tutt’altro che marginali, hanno sollevato non poche perplessità da parte dei soggetti partecipanti ai progetti pilota e dei Balance Service Provider (BSP). La maggior parte di questi ultimi ha sottoscritto una replica congiunta a Terna, contestando in modo fermo la totale mancanza di coinvolgimento degli attori della sperimentazione, lo scarso preavviso e la conseguente impossibilità di illustrare in modo adeguato le modifiche ai soggetti partecipanti le UVAM, con il conseguente rischio di una sostanziale mancata partecipazione al prosieguo del progetto.

L’Autorità con Del. 579 del 22 dicembre 2020 ha preso atto di quanto sopra evidenziato dai BSP e ha disposto la proroga temporanea della regolamentazione attuale e la previsione di un periodo di circa tre mesi tra la pubblicazione del nuovo regolamento e la sua efficacia. Il Gruppo Cura, che ha partecipato alla stesura della replica a Terna, prende favorevolmente atto delladecisione dell’Autorità nell’ottica di mantenere e sviluppare la partecipazione ai progetti UVAM. D’altro canto è evidente come la confusione innescata da una revisione normativa affrettata e non condivisa stia penalizzando i soggetti abilitati a partecipare ai progetti nel 2021, non essendo ancorastate contrattualizzate le risorse UVAM per l’anno in corso. I BSP stanno sollecitando Terna affinché la fornitura del servizio possa riprendere il prima possibile.

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