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Mercoledì, 17 Luglio 2019

Statistiche energia 2018: aumenta domanda energetica e ruolo delle FER

Una commissione mista composta da esperti del Mise, della Banca d’Italia, di Snam, Istat, Enea e altri enti è stata riunita dal Mise per produrre una relazione sulla situazione energetica italiana al 2018. Vediamo l’output del report per macro aree.

Aumenta la domanda energetica. L’energia cresce del 1,6 % in più rispetto al 2017 e cresce per il terzo anno consecutivo. L’aumento è concentrato nella prima parte del 2018 in concomitanza con la ripresa economica a conferma che la crescita energetica è stata sostenuta dalla crescita del PIL. In termini settoriali aumenta sia l’energia per uso civile (+0,7%) che quella dei trasporti (+3,2%) a dispetto di quella industriale, che rimane debole.

Cresce il ruolo delle Fer. Cresce l’impiego delle Fer che hanno soddisfatto più del 18% dei consumi finali energetici (oltre l’obiettivo del 15% fissato dell’Ue al 2020). La crescita è in tutti i settori. Nell’elettrico le Fer incidono il 34,5 % (il 3% in più rispetto al 2017), grazie al miglior apporto del comparto idro per effetto della maggiore piovosità, sia nell’elettrico che nel termico che nei trasporti.

L’efficienza energetica si ferma. Nonostante secondo un rapporto dell’ACEEE (American Council for an Energy-Efficient Economy) l’Italia sia tra i primi Paesi dell’area OCSE a promuovere risparmio e la gestione razionale energetica, sembra che questo tema abbia subito una battuta d’arresto. Pur rimanendo tra i valori più bassi dell’area Ocse, nel 2018 l’intensità energetica del Pil è risultata in lieve aumento, intorno a 106,7 tep per milione di euro.

Permane il divario dei costi italiani rispetto alla media Ue. Il differenziale tra i prezzi dei prodotti energetici in Italia e nella Ue resta positivo, anche se in diminuzione. In particolare, il rapporto conferma il maggior costo per l’energia elettrica per le imprese italiane e per il gas sul mercato residenziale. La motivazione primaria rimane legata alla maggiore pressione fiscale. Per ogni tep di energia finale utilizzata in Italia viene pagato un valore superiore del 51% alla media Ue.

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